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Bruxismo

Bruxismo, la definizione

Il Bruxismo è un'abitudine che comporta un’attività notturna e diurna di serramento, digrignamento e sbattimento dei denti. Il buxismo notturno rientra nel grande capitolo dei disturbi del sonno un area scientifica che dentista.it sta approfondendo. Il bruxismo diurno si riflette  spesso sui muscoli della colonna vertebrale (parvertebrali) e spesso è correlato con disordini posturali. A tal riguardo ci si limita ad osservare una coincidenza statistica del bruxismo con le disfunzioni algico-disfunzionali e con i disordini cranio mandibolari.

Paziente con Bruxismo
Tipico esempio di paziente con Bruxismo

Bruxismo Severo
Bruxismo Severo

Le varie tipologie di Bruxismo

Una prima suddivisione può essere: bruxismo notturno e diurno. Il BN (bruxismo notturno) può essere considerato nel quadro più ampio dei disturbi del sonno molto considerati dai neurologi (insonnia, pavornocturnus, apnea ostruttiva e sindrome delle gambe senza riposo). Il bruxismo diurno può essere annoverato tra i disturbi posturali poiché c’è un concomitante incremento di tono dei muscoli cranio-cervicali e paravertebrali. Sarebbe utile un indagine approfondita di questa che è un evidenza epidemiologica clinica di chi,con i questionari clinici, indaga sulla correlazione dell’ipertonia genreralizzata dei muscoli antigravitari per i pazienti bruxisti.

Altra classificazione possibile del bruxismo è quella in base del quadro neurofisiologico: bruxismo di serramento (centrico o isometrico) che comporta dei treni di contrazioni massimali dei muscoli elevatori; non provocano rumori udibili da terze persone ma creano fenomeni di sovraccarico sulle strutture di dissipazione (denti, parodonto, basi scheletriche e ATM). Bruxismo eccentrico (digrignamento con forti attriti laterali tra le arcate); provoca rumori , usure dentarie e spostamento dei denti. Sbattimento dei denti: sono delle rapide contrazioni in successione dei muscoli elevatori con movimenti semplici di chiusura. Queste tre opzioni possono intersecarsi tra loro.

Dati statistici del Bruxismo

Si conosce poco in merito questo disordine sebbene il 30% della popolazione adulta ne sia affetta, il 20% diurno e l’8% notturno, percentuale che diviene ben più elevata nella popolazione compresa tra i 25 e i 45 anni età in cui le aspettative lavorative e sentimentali sono le più elevate. Il bruxismo diurno colpisce molto frequentemente i soggetti sportivi (professionisti e dilettanti) nella misura dell’80%. Negli sportivi il bruxismo è correlato a contratture muscolari soprattutto ai muscoli paravertebrali del tratto cervicale.

Fisiopatologia del Bruxismo

Il bruxismo notturno riconosce:

Meccanismi endogeni che lo sostengono:

  • Personalità neurolabili ed ansiose
  • Fattori genetici la cui trasmissione non è stata documentata.
  • Neurotrasmettitori con sbilanciamento del complesso dopaminergico e serotoninergico)
  • Disordini neurologici (s.di Parkinson, disturbi del sonno quali apnea notturna)
  • Disordini psichiatrici (demensa e ritardi mentali)

Meccanismi esogeni:

  • Stress psicoemotivi Interferenze occlusali (ipotesi controversa)
  • Farmaci effetti secondari (L-dopa, neuroleptici, anfetamine e inibitori della serotonina)
  • Abuso di sostanze alcooliche e cocaino-simili.

 

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