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Sistemi professionali di sbiancamento. Stampa


Esistono due sistemi fondamentali: uno sbiancamento diretto alla poltrona del dentista che adopera delle sostanze ossidanti ad elevata concentrazione (sistema rapido) e uno sbiancamento domiciliare che sfrutta delle sostanze a concentrazioni più basse (sistema lento) che vengono usate durante le ore di sonno. Le immagini in alto descrivono il sistema professionale in un paziente con una bassa luminosità di partenza; il risultato si è ottenuto dopo due sedute con attivazione laser. Quali sono queste sostanze? Si tratta di perossido di idrogeno e di perossido di carbamide.

Tali prodotti sono altamente ossidanti poiché liberano ossigeno nascente che va a penetrare tra i prismi dello smalto fino a raggiungere i tubuli dentinali eliminando tutte le pigmentazioni che trova sulla strada. Lo sbiancamento è inefficace su otturazioni estetiche e protesi in ceramica. Queste tecniche possono causare dei disturbi transitori quali sensibilità al caldo e al freddo poiché l' ossigeno può irritare le terminazioni nervose presenti a livello dei tubuli dentinali. Per evitare inconvenienti di questo tipo si possono usare delle sostanze che fungono come desensibilizzanti. Queste sono fluoruri di sodio e nitrato di potassio, sostanze che poste sulle superfici dentarie subito dopo lo sbiancamento, evitano la sensibilità alterata. Durata del trattamento. La durata media dello sbiancamento è di 2-3 anni; per quanto riguarda le pigmentazioni che sono in rapporto con sostanze alimentari, bisogna che il paziente cambi abitudini per evitare che il lavoro del dentista venga vanificato in poco tempo.

 

 

 

 

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