Neurologia e Odontoiatria oggi più vicine. 

 

 neurone

 

All’interno della Medina moderna stanno nascendo nuove aree cliniche e scientifiche: l’aumento della conoscenze, promosso proprio dalle tecnologie digitali, ha favorito lo sviluppo delle cosiddette patologie di confine.

Vediamo il rapporto tra Neurologia e Odontoiatria.

L’organismo umano è regolato totalmente dal sistema nervoso centrale e periferico, come il computer è regolato dalla memoria statica (hard disc) e dinamica (RAM); l’Odontoiatria e la bocca non sfuggono a questa regola biologica.  Fobie, ansie, dolore dentale e cranio-facciale, sensibilità al contatto dei denti (occlusale), e reattività alle procedure odontoiatriche (controllo del dolore e dell’ansia) sono solo alcuni esempi di quanto il sistema nervoso condiziona il lavoro dell’Odontoiatra. La neurologia regola la funzione masticatoria,  il bruxismo o serramento dei denti, e i disturbi delle ATM (incoordinazioni condilo-discali)  nonché i disordini occlusali (malocclusioni primitive e secondarie).

Già Freud aveva identificato nella bocca un’area di grande importanza per lo sviluppo psichico. Penfield, neurologo del 19° secolo, studiando i modelli sensoriali e motori  della corteccia cerebrale, notò quanto ampia fosse la rappresentazione della bocca sulla corteccia celebrale.

 omunculus di Penfield

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 Nel cavo orale del paziente che si rivolge al dentista, abbiamo una componente psichica con un coinvolgimento psico-emotivo importante spesso legato a traumi psico-fisici subiti da fanciullo e da adulto. C’è poi la componente neurologica in relazione alla ricchissima innervazione (sensitiva e motoria) dei tessuti del cavo orale (mucose, muscoli, denti, parodonto e ATM).

Due sono i circuiti neurologici del cavo orale e di tutto l’organismo: quello sensitivo – sensoriale e quello motorio. Gli impulsi che giungono al sistema nervoso partono dai denti, dal parodonto,  dai muscoli masticatori, dalle ATM; gli impulsi motori hanno origine dai centri del sistema nervoso e raggiungono i muscoli che muovono la mandibola per la funzione e le parafunzioni (bruxismo e serramento).

La lingua racchiude in sé i due aree neurologiche: muscolo potente con un'unica inserzione e una parte libera che si adagia allo spazio disponibile a bocca chiusa all’interno delle arcate dentali, della volta palatale e del pavimento buccale. Questo muscolo partecipa al riflesso della deglutizione (riflesso pre-natale). Nello stesso tempo, la lingua è un prodigioso registratore di sensazioni tattili super raffinato e grande recettore del gusto (il piacere della tavola).

Dal punto di vista motorio il cranio è avvolto da una rete di muscoli, che permette i movimenti cranici e mandibolari, delle labbra e della lingua; dal movimento coordinato di questi muscoli ha le funzioni e le parafunzioni anzidette.  In ultimo, e non meno importante, c’è l’alto valore emozionale nonchè l’espressività estetica e comunicativa del cavo orale e dei tessuti periorali (il sorriso, il pianto, la rabbia, e la mimica facciale si esprimono con i tessuti orali e periorali).

La neuro-odontoiatria consente al clinico di elevare la qualità del suo lavoro. La conoscenza dei meccanismi neurofisiologici dell’organo masticatorio  faciliterà l’approccio etico della professione odontoiatrica poiché facilita  l’empatia con i pazienti; attualmente questi temi sono trascurati e trattati solo parzialmente. Ci auguriamo che in futuro si contragga quell’enorme distanza esistente tra Neurologia e Odontoiatria.