I gradi di odontofobia sono variabili; si parte da fobie leggere che con una seduta si identificano e si risolvono. Esistono invece delle fobie molto complesse e profonde che necessitano di un ciclo di incontri per acquistare fiducia nel professionista specialista.

Protocollo Odontofobia:

Il protocollo del trattamento del paziente fobico prevede una base di tre sedute di “avvicinamento” tra il paziente e il dentista esperto. 

1° seduta. 

Accoglienza è la parola chiave e subito dopo dialogo; si apre, in tal modo, il cerchio vizioso della paura del paziente dal dentista. La seduta è basata solo sullo scambio di informazioni: il paziente è invitato a parlare della sua paura e come viene vissuta, e il professionista parla delle migliori strategie per superarla. Il dentista si limita a dimostrare al paziente la massima comprensione e disposizione a capire come uscire dal cerchio vizioso della fobia. Il paziente troverà accoglienza e comprensione e soprattutto competenza e specializzazione nell’area fobie odontoiatriche.

2° seduta.

Si dà ampia scelta al paziente sul tempo e i modi dell’incontro (il paziente è il soggetto del trattamento e il protagonista, e non l’oggetto passivo che significa chiudersi nel guscio delle proprie paure). Nella seconda seduta si osservano i problemi su OPM (rx panoramica) e nella clinica della bocca e si spiega al paziente tutto ciò che occorre per risanare i problemi. Il paziente pauroso si può indirizzare in due percorsi (a seconda della gravità della fobia): la spiegazione dettagliata di tutte le procedure odontoiatriche necessarie (fobia lieve), oppure la soluzione di un’anestesia profonda da organizzare con l’anestesista (analgesia cosciente endovenosa – fobia grave)) oppure una terza soluzione radicale di anestesia totale da effettuarsi (sempre con il professionista esperto di fobie) in ambiente ospedalizzato (ospedalità privata – fobia incoercibile).

3° Seduta 

Viene portato a compimento il piano di trattamento programmato. Solitamente non c’è necessità di anestesia profonda poiché il paziente prende confidenza con il professionista e comincia a sviluppare fiducia, elemento indispensabile per effettuare con il paziente un piano di follow up e di prevenzione futura senza ricadute nel circolo vizioso.